Da Torgiano a Corciano si elogiano il brio e l'arte in ogni sua forma: arti visive, teatro,...
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Il Delta Po Ravennate

nel cuore del Parco del Delta

Il delta storico del fiume Po, teatro delle vicende di Ravenna capitale dell'Impero Romano d'Occidente, cominciava a Comacchio, con il ramo di Eridano e terminava a Classe, con il Po di Padenna; in mezzo scorreva il ramo principale del grande fiume, il Po di Primaro, oggi fiume Reno. Questa parte del Parco del Delta rappresenta il cuore dell'area naturale protetta conservandone tesori e paesaggi.

Valle Furlana, da Sant'Alberto a Primaro: Valle Furlana, una delle parti meglio conservate e più diversificate, è la porzione meridionale, tra Sant'Alberto e la strada Romea, delle Valli di Comacchio, santuario italiano del birdwatching. Il percorso parte dal Centro Visite del Palazzone di Sant'Alberto e giunge al suggestivo traghetto sull'antico Po di Primaro, per salire sull'argine perimetrale delle Valli di Comacchio: lo scorcio lascia sbalorditi, davanti alla grande distesa di acque immote. Ci si affaccia sulla Fossa di Sant'Alberto, costellata di un arcipelago di dossi vicini a riva, più oltre soltanto acque a perdita d'occhio, dove si  osservano molte specie di uccelli, tra cui grandi stormi di fenicotteri. In direzione mare, sulla lingua di terra tra la palude e il fiume, si incontrano la celebre penisola di Boscoforte, i bacini di Punta Canalazzo e della Buchetta, un mosaico di dossi ricoperti di vegetazione alofila, su cui nidificano colonie di gabbiani e sterne. Oltrepassata la valle da pesca della Lavadena, si arriva alla Scorticata, con una parte con acque basse che in estate divengono distese fangose popolate di stormi di volpoche e di limicoli ed un'altra con folti canneti, tra cui nidificano moriglione e canapiglia e su cui volteggia il falco di palude. Qui il fiume compie una larga curva e, racchiusa tra il meandro abbandonato e il ramo attivo, si trova la tranquilla golena di Volta Scirocco, un insieme di stagni debolmente salmastri, canneti e prati umidi, attrezzati con capanni per il birdwatching. Sempre più vicini all'Adriatico, attraverso le paludi salmastre della Pastorina, si arriva al Passo di Primaro, antico guado sul Po ora attraversato dal ponte della Romea. Il tracciato descritto, lungo 11 chilometri, si percorre a piedi, in bicicletta o con il bus elettrico che parte dal Centro Visite. Giunti al Passo di Primaro si torna lungo lo stesso percorso, o si attraversa il fiume per proseguire in campagna, ove in primavera si ode il richiamo dei gruccioni e il canto melodioso e incessante delle allodole, fino a Mandriole e Sant'Alberto. 

Punte Alberete e Valle Mandriole : Punte Alberete con il bosco allagato e l'alternarsi di canali poco profondi, bassure umide e chiari bordati da canneti, è la testimonianza di come si presentavano ampie porzioni della bassa pianura Padana. Insieme a Valle Mandriole è un luogo unico in Italia e tra i pochi in Europa per la biodiversità e per la comunità di uccelli, con oltre 100 specie regolarmente presenti e la più importante garzaia italiana, che conta 7 specie di aironi, oltre a spatola, mignattaio, cormorano e marangone minore. Punto di partenza è il parcheggio immediatamente a Sud del sito, a cui si accede dalla strada Romea. Attraversato il canale Fossatone si accede al fatato sentiero che entra nel bosco allagato e si fa subito incantevole per il procedere tra alberi che emergono dall'acqua. Si prosegue tra staggi, testimonianza dei antichi cordoni dunosi, e bassure allagate, superate grazie ai ponticelli di legno. Dopo circa 500 metri il sentiero esce dal bosco, oltrepassa alcuni chiari e giunge al confine Ovest delle Punte, dove si prosegue verso Nord per circa 600 metri, costeggiando sulla destra un canale bordato da salicone, mentre sulla sinistra si susseguono prati umidi, boschetti e una lunga siepe. Giunti in prossimità del piccolo capanno in muratura, la carraia prende il nome di Scagnarda e piega in direzione della Romea, distante circa 750 metri. Dopo alcune centinaia di metri si giunge in corrispondenza di un'ampia bassura allagata, attrezzata per il birdwatching, con vista su chiari per osservare specie rare, come moretta tabaccata e fistione turco. Il cammino procede tra staggi boscati e basse allagate, con scorci scenografici spettacolari e, al termine della carraia, si trova un ponte che conduce al sentiero che riporta al fitto del bosco e al parcheggio. A Nord del fiume Lamone, si trova Valle Mandriole, dotata di 2 torri per il birdwatching; la prima, a Sud, domina la vasta palude di acqua dolce e permette l’osservazione della più grande garzaia d’Italia; la seconda, a Nord, permette di osservare i chiari in cui sostano migliaia di anatre e svassi. 

La Salina di Cervia: La Salina di Cervia, di origine romana, è composta di 144 vasche, di dimensione e profondità varia, separate da una rete di arginelli con vegetazione alofila. La zona umida permette diverse modalità di visita, ma i percorsi principali partono dal Centro Visite della Salina, in via Bova, traversa della statale Adriatica. Si accede al perimetro della Salina, lungo il "percorso dei nidi" lungo circa 1500 metri, attrezzato con camminamenti schermati, una torretta e 2 osservatori. La visita è possibile sia a piedi sia in barca, lungo il canale circondariale della salina, da cui si accede ai capanni. Sugli argini e i dossi del bacino antistante nidificano piccole colonie di avocetta, cavaliere d’Italia, fratino, fraticello e sterna comune e sostano nei diversi periodi centinaia di uccelli, tra cui i fenicotteri e specie diverse di limicoli. Nei bacini successivi, sostano e svernano migliaia di anatre, in particolare volpoche, anche nidificanti. Dal Centro Visite, a piedi, in bicicletta o in barca, si raggiunge la salina artigianale del Camillone, dove si assiste alla raccolta manuale del sale, per giungere poi al centro aziendale con rivendita del prezioso sale di Cervia ed altri prodotti tipici locali. La Salina di Cervia è ben visibile anche dalle strade asfaltate che l'attraversano e da quella che la costeggia lungo le rive meridionali. Quest'ultima, essendo chiusa al traffico, rappresenta l'ideale percorso di visita, mentre le strade che attraversano Cervia Vecchia, area agricola in mezzo alla Salina dove fino al 1600 sorgeva la città, rappresentano un’ottima alternativa di visita.


Dove dormire... i consigli di Nuovi Itinerari:
- Locanda La Comacina (Comacchio)
- B&B Ristorante La Pescheria (Comacchio)
- Ostello Amore e Natura (Gorino)
- Albergo Uspa (Gorino)
- Locanda del Passo Pomposa (Pomposa)
- Il Melarancio Ristorante Osteria e Camere (Ravenna)
Agriturismo Artemisia Azienda Agricola Biologica  (Godo di Russi)
Hotel Al Faro (Cervia)
Just café dinner suites  (Cervia)
Locanda Toro della Nonna(Medelana) 

 


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